“‘Cavalcando l’altr’ier per un cammino’… Sulle tracce dantesche dei ‘peregrini pensieri’”

Primi paragrafi (primeros párrafos)

Ci si è pensato poco, ma la Vita Nuova presenta l’angosciosa caratteristica di una storia senza vicende esterne. I fiochi segnali di un mondo obiettivo – manifestazione di Beatrice, saluto dato e negato, contrattempi itineranti o dubitative elezioni dei diversi “schermi”, il tutto campeggiato dalla figura di un amorino puramente visionario – non sono che strane diapositive, proiettate sullo sfondo psichico di un materiale in effervescenza. Eppure questi episodi insignificanti, improbabili puntini di realtà, sono capaci di innescare l’intero meccanismo del “vassallaggio”, così dinamico in apparenza, ed occupano l’attenzione del lettore fino al punto da fargli dimenticare che, insomma, quel romanzo è privo di contenuti.

Le immagini larvate che li rappresentano sono comunque disposte in ordine simmetrico, secondo la loro qualità e l’aderenza a una precisa funzione: ed ecco apparire le manifestazioni scatenanti di una patologia specifica, regolarmente seguite dalla complicazione di un viaggio atto a favorirne il decorso. Questo schema rigido di visioni beatifiche e partite angosciose, coronato da quella estrema destinata a rimarcare, in una sorta di allusione retroattiva, gli allontanamenti parziali di un momentaneo “gabbo” o di una artistica indifferenza, riempie però malamente uno spaventoso vuoto di oggetti. Ad onta della sua simmetria glaciale – o forse proprio per questo –, il meccanismo ben oliato di episodi in quasi inevitabile successione presenta lo straordinario fenomeno di una apatia fenomenica permanente, in stretta connessione con una attività cerebrale assolutamente frenetica. La mente lavora a pieno ritmo sulla base di stimoli praticamente nulli.

”‘Cavalcando l’altr’ier per un cammino’… Sulle tracce dantesche dei ‘peregrini pensieri’“. En: Tempo e memoria nella lingua e nella letteratura italiana. Atti del XVII Congresso AIPI (Ascoli Piceno, 2006). Vol. II (Letteratura dalle origini all’Ottocento), pp. 27-36.  [ISBN 88-7667-180-3]